allergie o intolleranze?
“la natura è causa
e cura delle malattie„
(Paracelso)

ultimo aggiornamento: 11 maggio 2017 alle 9:58

Beautiful Young Woman Outdoors. Enjoy Nature. Healthy Smiling Girl in Green Grass.

Può la natura essere, al tempo stesso, causa e cura delle nostre malattie?

O siamo noi, piuttosto, col nostro modo di relazionarci a ciò che ci circonda, che determiniamo cosa sarà nostro amico o nemico?

Oggi, sempre più spesso, le “intolleranze” sono più uno status, che una malattia … la nostra idiosincrasia ed ipersensibilità ci porta sempre più spesso ad essere insofferenti!

Intolleranze, allergie, reazioni atopiche, anafilassi si fondono e si confondono con le nostre incompatibilità, le nostre avversioni, le avversioni che, in modo palese e manifesto o in maniera sotterranea, quasi sotto traccia, ci portano alla non sopportazione ed alla fobia …

Se le manifestazioni allergiche sono un’allergia … ed una atopia è una reazione spropositata del nostro organismo a ciò che dovrebbe essere naturale … quante manifestazioni “patologiche” possono essere “solamente” il segno dello stress che proviamo nel nostro quotidiano?

Asma, intolleranze alimentari, eczema, prurito … cominciamo a conoscere come il nostro organismo reagisce nei confronti di ciò che ritiene proprio e compatibile o con tutto ciò che vive come alieno e pericoloso … 

francesco gandolfi

per saperne di più, ed imparare a riconoscere le differenze fra allergia e intolleranza, possiamo cercare di scoprire se siamo tolleranti come pensiamo …

“la realtà esiste
nella mente umana
e non altrove„
(George Orwell)

ultimo aggiornamento: 17 maggio 2017 alle 20:33

Si avvolge, intorno a sé stesso, una o più volte, con movimento a spirale … come se, in pieno sconforto, fosse preso da una disperazione non espressa!

Come se il tormento non volesse uscire, ma volesse  ritorcesi o attorcersi più volte su sé stesso, nel tentativo di non lasciarlo uscire.

Si ripiega, incurva, travolto … come se qualcosa stesse per sopraffarlo, come se la forza dell’emozione volesse volgerlo sottosopra, o storcerlo, allontanandolo con la forza dalla normalità del suo atteggiamento. come se il destino volesse abbatterlo, farlo crollare, schiacciarlo o farlo cedere con grande violenza, trascinandolo via con sé, fino a perder il controllo di sé … 

Storto e piegato in qua e in là, come nell’atto del curvarsi, arcuarsi e flettersi per ogni verso, contorcendosi violentemente, come fa chi vuole sciogliersi da legami, nel desiderio di divincolarsi …
… come se lo storcersi lo portasse a  spostare, con atto brusco e violento, una parte del corpo, dalla posizione naturale, modificandone e alterandone la forma … in peggio

 in modo da imbruttirne l’aspetto in una sorta di contorsione, come se qualcosa o qualcuno avesse mosso brutalmente o scompostamente le membra … 

… come se quell’evento, quella situazione, quella persona avesse mutato qualcosa dalla sua consueta forma o postura, come se ci fosse un senso di deformazione finanche grottesca, come in una smorfia…

“mi venne in sogno una femmina balba,
ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta,
con le man monche, e di colore scialba.

Io la mirava; e come ‘l sol conforta
le fredde membra che la notte aggrava,
così lo sguardo mio le facea scorta

la lingua, e poscia tutta la drizzava
in poco d’ora, e lo smarrito volto,
com’ amor vuol, così le colorava.

Poi ch’ell’ avea ‘l parlar così disciolto,
cominciava a cantar sì, che con pena
da lei avrei mio intento rivolto.„
(Dante Alighieri – Purgatorio – canto XIX)

forse sono solo contorsioni … perchè, in fondo, ci possiamo permettere solo quello a cui diamo valore …

francesco gandolfi

Contorsioni” ci racconta la storia di come il corpo, talvolta, debba adeguarsi alle tensioni della vita, spingendoci ad assumere una forma che rappresenta tutte le possibili forme che avremmo potuto mostrare … in pratica “la forma delle forme” 

il dolore:
un “nemico” importante

ultimo aggiornamento: 17 aprile 2017 alle 22:22

… il dolore …

… quando abbiamo la percezione  che qualcosa Pain_Woman (1)compromette la nostra “integrità” …

… se in noi subentra uno stato di afflizione, anche se tale disagio non è, necessariamente, fisico …

… esprimiamo il nostro malessere con il dolore!

Un’esperienza sensoriale che si manifesta come un’emozione sgradevole, che ci porta a soffrire, dolersi, penare, angosciarsi, tormentarsi …

… che non necessariamente è negativo per noi, ma anzi, spesso è un segno che ci vuole avvertire di qualcosa che ci potrebbe danneggiare, di un potenziale pericolo …  Che cos’è il dolore, da un punto di vista neuro-fisiologico? In che modo il Sistema Nervoso gestisce le informazioni dolorose?

Impariamo a conoscere qualcosa di più sulsistema dolore

Che cos’è
il Sistema
Cranio-Sacrale?

ultimo aggiornamento: 15 aprile 2016 alle 23:03

contatto cranio bambinoCosì come l’apparato cardiovascolare garantisce l’irrorazione sanguigna dei tessuti e quello respiratorio è responsabile dell’ossigenazione dell’organismo, anche il sistema nervoso assume un ruolo fondamentale nel garantire la vita.

Affinché quest’ultimo possa svolgere al meglio la propria attività, nell’organismo esistono una serie di strutture che garantiscono l’ambiente ottimale per il suo funzionamento: il Sistema Cranio-Sacrale non è nient’altro che l’insieme di queste strutture.

In che modo si altera l’equilibrio del Sistema Cranio-Sacrale e, di conseguenza, il nostro organismo? Il libero fluire dell’energia in ogni tessuto è essenziale per la vitalità e la salute di tutti i tessuti corporei: blocchi o restrizioni di questo flusso vitale possono produrre squilibri e disarmonie del corpo e portare allo sviluppo di malattie.

La riduzione dell’energia vitale nei tessuti e negli organi è una delle cause dell’insorgere di malesseri e malattie … ed il Cranio-Sacral Repattening è uno strumento per favorire i processi di guarigione, attraverso il Sistema Cranio-Sacrale

“rimase immobile,
sopraffatta,
gli occhi chiusi,
in preda alla vertigine…„
(Georges Simenon)

ultimo aggiornamento: 16 maggio 2017 alle 23:32

… vertigini, capogiri, giramenti di testa …

“la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare„
(Lorenzo Cherubini)

Il termine vertigine viene utilizzato per definire sensazioni molto diverse: l’impressione che la testa giri o ruoti, la sensazione di sbandamento, di “testa leggera” o l’instabilità nella stazione eretta. In realtà si definisce vertigine una falsa impressione di rotazione del proprio corpo (o della testa) rispetto all’ambiente (vertigine soggettiva), oppure degli oggetti o dell’ambiente circostante rispetto al proprio corpo (vertigine oggettiva); spesso può provocare nausea, vomito, tachicardia e, a volte, diarrea o manifestazioni di tipo vagale Essendo una manifestazione molto invalidante, spesso, viene considerata una patologia grave … 

… eppure le vertigini sono un sintomo, non una malattia …

Tante sono le cause che scatenano questo tipo di fenomeno; tra le più frequenti possiamo sicuramente annoverare gli squilibri dell’orecchio interno, ed in particolar modo del labirinto, o le alterazioni funzionali o strutturali del nervo uditivo. Infatti, quando le vertigini sono accompagnate da perdita dell’udito, senso di pressione auricolare e/o acufeni, si può sospettare una patologia dell’orecchio interno: in questi casi, si parla spesso di “labirintite” o, in alcuni casi specifici, di “Sindrome di Meniere“. 

La sensazione di capogiro, d’altra parte, può essere un segno presente in molte situazioni, che spaziano dai disturbi del sistema cardio-vascolare a quelli del sistema nervoso: patologie importanti come l’ischemia cerebrale, i traumi cranici o le patologie degenerative del tessuto nervoso, sono alcune delle malattie più gravi che possono generare manifestazioni vertiginose. Anche disturbi invalidanti come l’emicrania o l’epilessia, o l’artrosi cervicale e le patologie che coinvolgono gli occhi o i seni respiratori, sono  frequentemente i “colpevoli” di queste sindromi …

… occorre non sottovalutare, poi, che l’ansia, gli attacchi di panico o le fobie, sono frequentemente accompagnati da questo sintomo … così come, spesso, stress e tensioni psico-emotive sono un fattore scatenante associato!

Labirintiti e vertigini possono derivare da mancanza (o, per assurdo, da eccesso) di attività fisica, da problematiche ascendenti come la “Sindrome del muscolo piriforme” o essere espressione di un processo infiammatorio, batterico, virale o di intossicazione metabolica; a volte sono conseguenza di assunzione di alcuni farmaci in grado si scatenare una forte crisi vertiginosa senza diminuzione dell’udito, come nella “Sindrome di Arslan“. Fra le condizioni predisponenti alle vertigini, al senso di stordimento ed al disorientamento spaziale o alla labirintite, troviamo anche l’esposizione al freddo intenso o al caldo, lo stress, gli strapazzi fisici, la pressione arteriosa bassa, tutte condizioni potenzialmente responsabili delle alterazioni dell’equilibrio.

Capogiri e vertigini, talvolta, possono essere l’espressione di alterazioni funzionali o strutturali dell’area cervicale, come conseguenza di traumi o distorsioni del rachide; il colpo di frusta è un tipico esempio di come un’alterazione dinamica della colonna cervicale possa causare vertigini, capogiri o senso di disorientamento spazio-temporale. Per approfondimenti: “colpo di frusta: un problema insolubile?

In alcuni casi i sintomi si manifestano precocemente, altre volte immediatamente dopo l’evento: l’insorgenza è una diretta conseguenza del violento spostamento che subisce la testa, con conseguente movimento del liquido contenuto nel labirinto (endolinfa). Talvolta si verificano tardivamente, per l’azione che le contratture antalgiche dei muscoli del collo esercitano sulle strutture neuro-vascolari o sulla cinematica delle ossa craniche: il risultato di questo atteggiamento muscolo-tensivo, spesso associato a cefalea, è un’irritazione dei nervi cranici come il nervo glosso-faringeo (IX), il nervo accessorio spinale (XI) o il nervo ipoglosso (XII), oppure quelli dell’area sub-occipitale (in particolar modo i nervi piccolo e grande occipitale) o del plesso cervicale superiore. Parimenti si possono creare compressioni sulla componente vascolare afferente al cranio, in particolar modo sulle arterie vertebrali, o  sul deflusso sanguigno, coinvolgendo le vene giugulari a livello del forame lacero posteriore, alla base del cranio;  il risultato è invariabilmente una disfunzione del sistema che regola l’equilibrio, sovrapponibile a certi quadri di artrosi cervicale.

Le vertigini causate da patologie gravi, non devono essere sottovalutate e richiedono un’attenta valutazione medica, ma in molti casi il ricorso a forme “complementari” di trattamento garantisce ottimi risultati, soprattutto se le cause sono riconducibili a tensioni cervico-vertebrale, artrosi cervicale, sindrome del piriforme, squilibri del bacino o eventi traumatici quali i colpi di frusta. L’analisi posturale, volta a identificare le alterazioni coinvolte nella genesi delle vertigini, è un elemento fondamentale per permettere all’operatore di Kinesiopatia® Osteopatica, di valutare la miglior strategia possibile di riequilibrio del corpo: l’utilizzo di tecniche che favoriscono la liberazione delle restrizioni fasciali, in associazione con le manualità delicate e  non invasive utilizzate nel Cranio-Sacral Repatterning®, si rivelano armi vincenti nell’affrontare capogiri, vertigini, labirintiti.

Test kinesiologici specifici offrono l’opportunità di verificare le risposte della muscolatura coinvolta nel bilanciamento della zona cervicale, identificando le priorità di intervento e determinando come agire in modo mirato ed efficace: la valutazione dell’equilibrio della colonna vertebrale, consente di stabilire con precisione quali siano le aree di alterazione che influenzano l’insorgere dei disturbi, dei capogiri e delle vertigini. Il ricorso a tecniche non invasive garantisce la mancanza di effetti collaterali e la possibilità di migliorare, da subito, la sensazione di stabilità, riducendo i sintomi.

In presenza di manifestazioni vertiginose non dipendenti da squilibri posturali o muscolari, ma associate a intossicazione corporea, ansia o stress si possono ottenere significativi benefici da una valutazione volta ad identificare e ridurre la presenza di fattori stressogeni, responsabili dello squilibrio e dei sintomi.

francesco gandolfi

“che cos’è la vertigine?
paura di cadere?

la vertigine
è la voce del vuoto sotto di noi
che ci attira,
che ci alletta,
è il desiderio di cadere,
dal quale ci difendiamo con paura
(Milan Kundera)